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Cancellare risultati di ricerca Google : era il 2014 quando la rai pubblica il primo articolo sulla cancellazione dati

Era il 2014 quando per la prima volta la rai pubblica online un modulo per chi vuole chiedere la cancellazione definitiva dei propri dati personali. La possibilità riguarda tutte le pagine e i link trovati attraverso il motore di ricerca anche se pubblicati da terzi. 


2021-01-15 21:04:10 Visualizzazioni: 233

Cristian Nardi
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Era il 2014 quando per la prima volta la rai pubblica online un modulo per chi vuole chiedere la cancellazione definitiva dei propri dati personali. La possibilità riguarda tutte le pagine e i link trovati attraverso il motore di ricerca anche se pubblicati da terzi. "Esamineremo ogni richiesta cercando di bilanciare il diritto alla privacy con quello all'informazione", ha dichiarato un dirigente Google. E sono già 12mila le richieste di rimozione arrivate da tutta Europa, in meno di una giornata, dopo che Google ha aperto la possibilità ai cittadini europei di poter inviare con un modulo su Internet la richiesta di rimuovere link inadeguati, a loro riferiti. In alcuni picchi, le richieste sarebbero 20 al minuto. Il modulo è arrivato dopo la sentenza, di qualche giorno fa, con cui la Corte di Giustizia europea ha decretato il cosiddetto 'diritto all’oblio'. Ogni individuo ha, cioè, il diritto di ‘essere dimenticato’ quando i dati su di lui "appaiono inadeguati, irrilevanti o non più rilevanti, o eccessivi in relazione allo scopo per i quali sono stati pubblicati". La sentenza ha decretato, per la prima volta, la responsabilità dei motori di ricerca, stabilendo che  "il gestore di un motore di ricerca su Internet è responsabile del trattamento effettuato dei dati personali che appaiono su pagine web pubblicate da terzi" ed è quindi il soggetto che deve eliminare i contenuti. Negli ultimi anni sono state più di 200 le denunce legate alla tutela del diritto all’oblio ma il caso più famoso è quello di Mario Costeja, il cittadino spagnolo sulla cui querela si è pronunciata la Corte. L'uomo aveva contestato a Google il fatto che quando il suo nome veniva cercato sul motore di ricerca compariva anche l'avviso di una proprietà messa all'asta per un debito non pagato allo Stato che Costeja aveva però successivamente saldato  


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