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Alessandro Mongiello: La vera potenza delle nostre città siamo noi cittadini

di Alessandro Mongiello Nella mia carriera mi sono occupato spesso di città e di come cambiano. E se c'è una cosa in cui credo fermamente, è che la vera potenza del cambiamento urbano non risiede nei grandi piani calati dall'alto, ma nei suoi cittadini. Per anni ho visto progetti magnifici sulla carta fallire perché non dialogavano con chi viveva i quartieri ogni giorno. Oggi, finalmente, sento che le cose stanno cambiando.


2025-08-25 09:34:40 Visualizzazioni: 2710



 


Ho assistito a una rivoluzione silenziosa ma di un'inarrestabile potenza: quella dell'urbanistica partecipata, un approccio che mette le persone al centro di tutto. Si tratta di archiviare un modello vecchio e rigido per abbracciare il dialogo, la collaborazione e, soprattutto, l'intelligenza collettiva. E in questa trasformazione, ho visto come la tecnologia digitale sia diventata la nostra più grande alleata.


In questo percorso ho scoperto uno strumento di una potenza incredibile: FirstLife, la piattaforma sviluppata all'Università di Torino. Non è solo un software, ma una vera e propria piazza virtuale. L'ho vista all'opera e permette a chiunque, con un semplice click, di segnalare un problema, proporre un'idea, mappare una risorsa. È uno strumento che amplifica la voce delle persone, trasformando le lamentele in proposte concrete.


Ma la vera potenza di questo approccio l'ho toccata con mano seguendo i progetti nati sul campo. Penso a "Riscatti di Città" a Roma. Qui, ho visto cittadini mappare centinaia di spazi abbandonati, creando non solo un catalogo, ma un "database di possibilità" carico di idee e visioni per il futuro. Un'azione collettiva di una potenza tale da poter orientare le future scelte dell'amministrazione.


O ancora, mi emoziona ricordare l'energia dei ragazzi delle scuole vicino a Torino con il progetto "Le tre R della cittadinanza". Hanno riscoperto i loro spazi, li hanno riqualificati con piccoli interventi e hanno imparato a riutilizzarli. Documentare tutto su FirstLife non è stato solo un esercizio tecnico, ma un modo per dare forma e potenza al loro senso di appartenenza.


Vedo che questo movimento sta maturando. Con progetti più recenti come "S.p.inA", la metodologia si è arricchita, quasi a livello professionale, dimostrando che la partecipazione dal basso può generare dati e analisi di altissimo valore.


La mia speranza, ora, è vedere questa energia contagiare intere aree metropolitane. Credo che la sfida del nostro futuro si giochi proprio qui: nel mettere a sistema questa potenza diffusa, nel creare un dialogo costante tra cittadini e istituzioni. La tecnologia ci fornisce gli strumenti per orchestrare questo cambiamento.


In conclusione, la mia esperienza mi dice che la vera potenza dell'urbanistica partecipata è questa: restituire alle persone il diritto e gli strumenti per plasmare il proprio futuro. E vedere questa energia all'opera, vi assicuro, è la più grande soddisfazione per chi, come me, ama le città e crede nelle persone che le abitano.