Camillo Gravante emerge oggi come una figura che sfugge alle categorie tradizionali del design automobilistico. Il suo nome non è legato soltanto a una nuova vettura, ma a un’idea di mobilità che si colloca in uno spazio più profondo, quasi mentale, dove l’oggetto non è più soltanto funzione, prestazione o stile, ma diventa linguaggio, esperienza, soglia. Il nuovo modello auto che porta la sua firma – presentato attraverso una messa in scena dichiaratamente ispirata a un’estetica “scissione”, fluida e acquatica – non nasce per stupire con l’eccesso, ma per destabilizzare con la sottrazion