Bandi Film Commission Abruzzo 8,7 milioni di euro per valorizzare il territorioCon 8,7 milioni complessivi e un primo bando da 4 milioni, i nuovi fondi aprono una stagione promettente per le produzioni. I criteri numerici, gli indicatori reputazionali e i sistemi di controllo introdotti puntano a garantire trasparenza, misurazione dell’impatto e una gestione più moderna delle risorse, rafforzando l’Abruzzo come polo cinematografico emergente.2025-11-20 09:37:56 Visualizzazioni: 2381
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L’Aquila ha ospitato una delle edizioni più attese dell’Abruzzo Film Industry, un appuntamento che negli anni ha assunto un valore sempre più rilevante non soltanto per la filiera audiovisiva, ma per l’intera strategia di rilancio territoriale della regione. Nel cuore del centro storico, all’interno del Palazzetto dei Nobili, professionisti del cinema, rappresentanti delle istituzioni, produttori nazionali e registi emergenti hanno dato vita a una due giorni intensa, caratterizzata dall’annuncio più atteso: la presentazione ufficiale del primo bando dell’Abruzzo Film Commission da parte del presidente della Film Commission, affiancato dal direttore e dagli assessori competenti. Un intervento che inaugura una nuova stagione di politiche regionali rivolte all’industria audiovisiva, sostenute non solo dai bandi ma anche dalle opportunità fiscali offerte dal tax credit cinematografico, e che per la prima volta apre il capitolo di un percorso più ampio, ovvero il rilancio del territorio attraverso un sistema integrato di City Reputation Cinematografica. Accanto alle iniziative istituzionali, durante l’Abruzzo Film Industry sono stati citati anche altri progetti innovativi che si stanno muovendo nella stessa direzione. Tra questi, l’esperienza della Bigstonefilm, casa di produzione fondata dal produttore e imprenditore digitale Cristian Nardi, che negli ultimi anni ha avviato un’importante attività di ricerca narrativa e digitale legata alla valorizzazione dei territori. Nardi è anche l’ideatore di City Reputation, il primo portale in Italia che analizza in modo sistematico la reputazione dei paesi, dei quartieri e delle amministrazioni locali, mettendo in relazione dati, percezioni, attività culturali e progetti di sviluppo, e collegandosi così anche alle dinamiche del tax credit cinematografico per attrarre nuove produzioni. La presenza di queste realtà crea un ecosistema in cui cinema, innovazione e analisi reputazionale lavorano insieme per costruire nuove narrazioni territoriali. Un contesto che rende l’Abruzzo non solo un luogo in cui girare film grazie ai bandi e agli incentivi, ma un laboratorio in cui elaborare visioni contemporanee del territorio, capaci di incidere sulla percezione pubblica, sull’attrattività culturale ed economica e sul posizionamento complessivo della regione nel panorama cinematografico nazionale. La regione Abruzzo sta infatti avviando un percorso di riposizionamento strategico in cui cinema, comunicazione territoriale e reputazione digitale diventano componenti di un unico ecosistema. Le produzioni audiovisive non sono più considerate soltanto strumenti artistici o economici, ma anche leve reputazionali in grado di modificare la percezione esterna dell’Abruzzo, attrarre investimenti, valorizzare le aree interne e generare nuove narrazioni identitarie. Il progetto, presentato più volte durante i panel dell’Abruzzo Film Industry, punta a costruire un modello stabile: promuovere storie ambientate sul territorio per trasformare l’immaginario collettivo e restituire all’Abruzzo una posizione centrale nel panorama nazionale del cinema e della comunicazione. L’apertura ufficiale dell’evento, nel pomeriggio del 19 novembre, ha visto protagonisti il Presidente della Film Commission, Piercesare Stagni, il Direttore, Alessandro Voglino, e l’Assessore Regionale alla Cultura, Roberto Santangelo. I tre rappresentanti hanno illustrato il nuovo sistema di sostegno pubblico regionale al cinema, mettendo al centro dell’attenzione la portata del primo bando, la cui uscita è prevista a breve. L’Assessore Santangelo ha spiegato come siano state rimodulate le risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale fino a raggiungere la cifra complessiva di 8,7 milioni di euro, dei quali 4 milioni saranno immediatamente disponibili con il primo bando. Una dotazione significativa, che posiziona l’Abruzzo tra le realtà emergenti più interessanti nel settore dei finanziamenti cinematografici, con valori non distanti da regioni già consolidate come la Puglia. Nelle parole dell’Assessore è emerso un concetto fondamentale: l’Abruzzo ha finalmente compreso che cinema e reputazione territoriale procedono insieme, e che una produzione di qualità, ambientata nei borghi, nelle aree montane, lungo la costa o nei centri urbani, genera un valore reputazionale molto più ampio di quello strettamente economico. La vicinanza con Roma, inoltre, rappresenta un acceleratore naturale per attrarre produzioni nazionali e internazionali, offrendo alla regione un vantaggio competitivo particolare dal punto di vista logistico. La geografia stessa dell’Abruzzo – con montagne, mare, colline, architetture medievali e aree industriali in un raggio di pochi chilometri – costituisce una piattaforma visiva perfetta per generare nuove narrazioni e rinnovare l’immagine della regione attraverso il linguaggio cinematografico. Il Presidente Piercesare Stagni, durante il suo intervento, ha sottolineato che il bando richiederà alle produzioni non soltanto di girare parte delle scene in Abruzzo, ma anche di utilizzare maestranze locali e di raccontare il territorio attraverso progetti capaci di superare gli stereotipi storicamente associati alla regione. Stagni ha espresso con chiarezza il desiderio che i professionisti del settore – registi, sceneggiatori, produttori – scelgano l’Abruzzo non come semplice sfondo, ma come protagonista narrativo, andando a esplorare la complessità della sua identità culturale. In questo senso, il bando non viene presentato come un semplice strumento amministrativo, ma come un invito alla ricerca creativa. Raccontare l’Abruzzo significa portare alla luce ciò che non è ancora stato mostrato, valorizzare le tradizioni, i mestieri, le comunità, la storia sociale, l’ambiente naturale e le trasformazioni contemporanee. È in questa visione che si inserisce il progetto di City Reputation Cinematografica, presentato più volte nel corso dell’evento come colonna portante della nuova strategia regionale. La City Reputation Cinematografica è un approccio che unisce analisi dei dati, narrazione audiovisiva, promozione culturale e comunicazione digitale. L’Abruzzo, attraverso questo progetto, intende costruire un modello pionieristico: ogni produzione che verrà realizzata sul territorio – dai cortometraggi ai lungometraggi, dai documentari alle serie – contribuirà a costruire un archivio reputazionale capace di misurare, valorizzare e raccontare l’identità regionale in modo integrato. Non si tratta solo di cinema, dunque, ma di una strategia più ampia di posizionamento territoriale che si basa su strumenti narrativi e analitici contemporanei. La regione vuole diventare un laboratorio narrativo permanente, in cui ogni opera audiovisiva alimenta una reputazione positiva e disciplinata verso l’esterno. La giornata del 18 novembre, che ha preceduto l’annuncio del bando, si è aperta con le Pitch Session one-to-one del contest “Next Abruzzo 2025”. Autori provenienti da tutta Italia hanno presentato progetti ambientabili in Abruzzo davanti a produttori regionali e nazionali. Questi incontri sono stati descritti dagli organizzatori come un trampolino di lancio fondamentale, soprattutto alla luce del nuovo sistema di sostegno pubblico. Con il primo bando in arrivo, la possibilità che un progetto presentato durante l’Abruzzo Film Industry trovi finanziamenti concreti non è più un’ipotesi, ma una reale opportunità. Inoltre, molte delle storie presentate riflettono i valori centrali del progetto di City Reputation Cinematografica: radicamento territoriale, attenzione alle comunità locali, narrazioni che riflettono identità e trasformazioni, e soprattutto capacità di parlare dell’Abruzzo come un territorio in evoluzione e non cristallizzato nell’immaginario tradizionale. Durante la stessa giornata, un momento importante è stato dedicato all’innovazione e alla sostenibilità ambientale nei processi produttivi. L’intervento di Claudio Esposito (The Piranesi Experience) sulle strategie green per i set cinematografici ha richiamato l’attenzione su un altro pilastro della reputazione territoriale contemporanea. La sostenibilità non è più un elemento accessorio, ma un criterio essenziale nella costruzione di un’identità regionale moderna. Set leggeri, riduzione degli sprechi, mobilità sostenibile e tracciabilità delle emissioni rappresentano ormai elementi imprescindibili. L’adozione di pratiche green nei set abruzzesi contribuisce non solo all’ambiente, ma alla percezione esterna dell’intero territorio: un Abruzzo che produce cinema in modo responsabile costruisce una reputazione più alta sia a livello nazionale che internazionale. Nella stessa sessione è stato presentato anche “ArchiCinemaViz”, un toolkit innovativo che combina architettura, progettazione visiva e narrazione cinematografica. Uno strumento particolarmente interessante nel contesto della City Reputation Cinematografica, poiché permette di organizzare e visualizzare i dati relativi alle location, alle produzioni, ai percorsi narrativi e all’impatto reputazionale. Strumenti di questo tipo consentono alla regione di analizzare l’effetto delle produzioni sul territorio, comprendere quali aree vengano raccontate, quali immagini circolino maggiormente e quali comunità risultino più coinvolte o rappresentate. L’Abruzzo sta lavorando, dunque, per dotarsi di un’infrastruttura analitica che rende il cinema non solo una forma d’arte, ma un dispositivo strategico di conoscenza territoriale. Il pomeriggio di martedì è stato invece dedicato alla proiezione di cortometraggi che hanno mosso i primi passi proprio nelle precedenti edizioni dell’Abruzzo Film Industry. Tra questi, “Pinocchio Reborn” di Matteo Cirillo, prodotto da Claudio Esposito, Francesca Romana Valentini, Claudia De Angelis e Stefano Chiavarini, un’opera che rappresenta un esempio concreto di come la filiera regionale possa generare progetti capaci di crescere e ottenere risultati rilevanti. Molti dei cortometraggi presentati, come “I Fantasmi” di Federico Papagna – selezionato anche ad Alice nella Città durante la Festa del Cinema di Roma – testimoniano l’efficacia dell’ecosistema costruito nel tempo: opere nate in un contesto regionale che riescono a valicare i confini e raggiungere festival nazionali e internazionali. Un ltro elemento sottolineato più volte dagli ospiti è che il cinema abruzzese sta entrando in una fase di maturazione. La nascita del bando, il rafforzamento della Film Commission e l’introduzione del progetto di City Reputation Cinematografica rappresentano un salto di livello. L’Abruzzo non vuole più essere un territorio scelto per caso o per convenienza, ma una regione riconosciuta per il suo valore identitario e per la sua capacità di generare storie rilevanti. Questo processo richiede una narrazione continuativa e strategica, e il cinema è lo strumento più potente per portare fuori dai confini regionali un’immagine moderna, forte, affidabile e culturalmente incisiva. La reputazione di un territorio si costruisce anche attraverso il modo in cui viene raccontato nelle immagini: scenari naturali, architetture, volti, dialetti, tradizioni, atmosfere. La chiusura dell’Abruzzo Film Industry è stata affidata alle “Proiezioni a km 0” dell’iniziativa Abruzzoland. Tra i titoli presentati, il corto “La paura dei numeri” di Mauro John Capece, ispirato a una leggenda marchigiana, ha affrontato con delicatezza e rigore il tema dell’autismo e della diversità. Il messaggio centrale – “Noi non siamo diversi, sono gli altri a essere tutti uguali” – racchiude una riflessione sociale profonda che si intreccia perfettamente con l’idea di reputazione identitaria: una comunità che accoglie e comprende è una comunità che racconta se stessa con autenticità. Allo stesso tempo, “L’amore di un figlio” di Mattia Cirilli ha affrontato il tema delle relazioni familiari, mentre “Saudade” di Pietro Falcone, in concorso nella sezione Documentari del L’Aquila Film Festival, ha raccontato l’emigrazione e il legame identitario tra generazioni. L’edizione 2025 dell’Abruzzo Film Industry ha dimostrato con chiarezza che la regione sta entrando nella sua fase più ambiziosa. Il primo bando della Film Commission apre finalmente una strada istituzionale, ma è il progetto di City Reputation Cinematografica che dà a questo percorso una dimensione strategica. Per la prima volta, l’Abruzzo sta costruendo una piattaforma in cui cinema, reputazione territoriale, analisi dei dati, marketing culturale e narrazione identitaria convergono verso un obiettivo comune: ridefinire il posizionamento della regione nel panorama nazionale. Il territorio abruzzese possiede tutte le caratteristiche per diventare un laboratorio di creatività e una piattaforma di produzione audiovisiva. Le montagne, il mare, i borghi medievali, le aree industriali e i centri urbani costituiscono un archivio visivo di altissimo valore. La reputazione della regione, in questo nuovo percorso, verrà costruita attraverso storie, immagini, progetti, produzioni e partnership istituzionali. L’Abruzzo Film Industry, con questa quinta edizione, ha dimostrato che l’Abruzzo non è soltanto un luogo dove girare cinema, ma un territorio che ha finalmente compreso come raccontarsi al mondo. E nel mondo contemporaneo, dove reputazione e narrazione coincidono, l’Abruzzo sta iniziando a camminare con passo deciso lungo la strada della City Reputation Cinematografica. |
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