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Le Marche Intelligenti: Un Dossier Approfondito sullo Sviluppo delle Smart City nella Regione

Il concetto di "Smart City" rappresenta un'evoluzione fondamentale nel modo in cui le aree urbane sono concepite, gestite e vissute. Non si tratta semplicemente di un'adozione superficiale di tecnologie avanzate, ma piuttosto di una trasformazione profonda che mira a migliorare la qualità della vita dei cittadini e l'efficienza delle attività economiche, il tutto in un'ottica di sostenibilità.


2025-07-08 08:11:17 Visualizzazioni: 3941



 

 


 


1.1 Definire la Smart City: Oltre la Tecnologia


Una città intelligente è essenzialmente un ambiente in cui le infrastrutture e i servizi tradizionali vengono ottimizzati attraverso l'impiego di soluzioni digitali, a beneficio sia dei residenti che delle imprese. Questa definizione va oltre la mera integrazione tecnologica, ponendo l'accento su un utilizzo più efficiente delle risorse e una significativa riduzione delle emissioni. L'obiettivo primario non è la tecnologia in sé, ma la sua capacità di servire un fine più ampio: rispondere in modo efficace e sostenibile alle esigenze dei cittadini, integrandoli e coinvolgendoli attivamente nel modello di sviluppo urbano.


Le città intelligenti integrano sistemi avanzati basati su tecnologie come l'Internet delle Cose (IoT) e l'Intelligenza Artificiale (AI) in settori cruciali come la mobilità, l'energia, la sicurezza e la gestione dei rifiuti. La finalità ultima è stabilire un nuovo standard di vita urbana, supportato da infrastrutture intelligenti che facilitano le attività quotidiane, dalle più semplici alle più complesse. L'analisi di queste definizioni iniziali rivela una prospettiva che non è puramente tecnocentrica. Al contrario, essa sottolinea con forza i risultati orientati all'essere umano e lo sviluppo sostenibile. Ciò significa che il successo delle iniziative di città intelligente, sia nelle Marche che altrove, dipenderà dalla capacità di dare priorità al coinvolgimento dei cittadini e ai benefici sociali più ampi, piuttosto che alla sola implementazione tecnologica. Un progetto, per quanto tecnologicamente avanzato, non può essere considerato veramente "smart" se non contribuisce a migliorare la qualità della vita o a ridurre le disuguaglianze.


 


1.2 Dimensioni e Componenti Chiave delle Smart City


Le città intelligenti possono essere analizzate attraverso diverse lenti, ciascuna delle quali rivela una sfaccettatura fondamentale del loro funzionamento e dei loro obiettivi:




  • Punto di vista economico: Una città è considerata "smart" se sfrutta le opportunità offerte dalle tecnologie ICT per accrescere la prosperità locale e la competitività. Ciò implica la creazione di condizioni che attraggano nuove imprese, sempre nell'ottica di generare benefici non solo per la città nel suo complesso, ma per ogni singolo abitante, assicurando una crescita sostenibile che riduca le disuguaglianze.




  • Punto di vista sociale: In questa prospettiva, una smart city è una comunità che ha imparato ad apprendere, adattarsi e innovare, con un'attenzione particolare all'inclusione sociale dei residenti e alla partecipazione attiva dei cittadini nella pianificazione urbanistica e territoriale. Strumenti come la progettazione partecipata e la consultazione online sono essenziali per garantire una reale democrazia decisionale.




  • Punto di vista ambientale: La sostenibilità e la resilienza sono obiettivi primari, con iniziative volte a garantire l'uso sicuro e rinnovabile del patrimonio naturale e a ridurre le emissioni inquinanti e di gas serra. Questo è cruciale in un contesto di risorse scarse e crescente consapevolezza degli impatti climatici.




  • Punto di vista infrastrutturale: Le risorse disponibili devono essere utilizzate "in rete" per migliorare l'efficienza economica e politica, favorendo lo sviluppo sociale, culturale e urbano. La connettività, attraverso l'ampio uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT), è un fattore chiave di sviluppo.




  • Punto di vista della sicurezza: Attraverso strumenti e metodologie adeguate, le smart city migliorano significativamente la preparazione e la risposta alle emergenze, ad esempio con piani comunali per rischi come frane, alluvioni e terremoti, e informando la popolazione sulle misure di sicurezza.




La scomposizione delle città intelligenti in queste diverse prospettive rivela che esse non sono elementi isolati, ma piuttosto profondamente interconnessi. Ad esempio, un'iniziativa di mobilità sostenibile (dimensione ambientale e infrastrutturale) ha un impatto diretto sulla qualità della vita (dimensione sociale) e può attrarre investimenti (dimensione economica). Questa interconnessione implica che la pianificazione delle smart city deve adottare un approccio olistico e integrato, riconoscendo che gli interventi in un'area avranno effetti a cascata su tutte le altre. Progetti frammentati e isolati difficilmente riusciranno a raggiungere una vera "intelligenza" urbana.


 


2. Il Contesto Nazionale: Le Smart City in Italia


L'Italia sta vivendo una trasformazione, spesso definita una "rivoluzione silenziosa ma di impatto", verso il concetto di "Smart Italy". Questo percorso mira a rendere le città sempre più connesse e sostenibili, con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini, aumentare l'efficienza dei servizi pubblici e promuovere la crescita economica.


 


2.1 Panoramica del Paesaggio e delle Classifiche delle Smart City Italiane


Nel panorama nazionale, l'Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano ha costantemente riconosciuto Milano come la città più intelligente d'Italia, seguita da Bolzano, Trento, Bologna e Torino. Ancona, capoluogo delle Marche, si posiziona nella top 20 delle città capoluogo di provincia nel City Vision Score 2024. Tuttavia, persiste un marcato divario tra il Nord e il Sud del paese, con le regioni del Nord-Est che monopolizzano le posizioni di vertice. In una classifica europea (European Smart City 3.0), Ancona si è classificata al 65° posto. La crescita annuale dello sviluppo delle smart city in Italia, pari all'11%, è stata più contenuta rispetto ad altri paesi del G20.


La costante predominanza delle città del Nord Italia nelle classifiche nazionali evidenzia una significativa disparità regionale. La menzione che i "grandi comuni agiscono da catalizzatori per quelli nel raggio di 50 km" suggerisce un meccanismo di diffusione. Questo implica che per regioni come le Marche, che si trovano nell'Italia centrale e non figurano tra le prime posizioni, la sfida non è solo lo sviluppo interno, ma anche come colmare questo divario Nord-Sud. La collaborazione con le città leader o lo sfruttamento di hub regionali come Ancona, che è tra i primi 20 capoluoghi di provincia, potrebbero essere strategie cruciali per diffondere le pratiche intelligenti ai comuni più piccoli all'interno delle Marche.


 


2.2 Politiche e Iniziative Nazionali a Sostegno dello Sviluppo Smart


Il concetto di "Smart Italy" implica l'adozione continua di nuove tecnologie, come l'Intelligenza Artificiale (AI) e l'Internet delle Cose (IoT), da parte di imprese, enti di ricerca, organizzazioni non governative e pubbliche amministrazioni, con la trasformazione digitale come forza trainante. Piattaforme nazionali come PagoPA per i pagamenti elettronici alla Pubblica Amministrazione e SPID per il Sistema Pubblico di Identità Digitale sono esempi concreti di innovazione nei servizi offerti ai cittadini, rendendo le interazioni con lo stato più rapide ed efficienti.


I fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) stanno accelerando il percorso di maturità digitale di numerosi comuni. Ad esempio, il progetto "Mobility as a Service" di Milano ha beneficiato di tali finanziamenti. A livello nazionale, sono stati stanziati fondi significativi per diverse aree legate alle smart city, tra cui 40 milioni di euro per la "Mobility as a Service", 2,5 miliardi per la gestione del rischio di alluvioni e idrogeologico, 740 milioni per le infrastrutture di ricarica elettrica, 900 milioni per una rete idrica più digitale e 1 miliardo per strade più sicure.


La presenza di piattaforme nazionali e l'ingente finanziamento del PNRR indicano una spinta dall'alto verso il basso per lo sviluppo delle smart city in Italia. Tuttavia, la crescita più modesta rispetto ad altri paesi del G20 suggerisce che questa spinta politica potrebbe non sempre tradursi in un'adozione rapida e diffusa o superare le barriere strutturali esistenti. Ciò implica che, sebbene i fondi e le piattaforme nazionali forniscano infrastrutture e incentivi essenziali, il successo delle iniziative di città intelligente in regioni come le Marche dipenderà dalla loro capacità di tradurre queste direttive nazionali in progetti localmente pertinenti e implementati efficacemente, superando sfide locali come la carenza di personale o la pianificazione strategica.


 


3. Sviluppo Smart nella Regione Marche: Strategia e Contesto


La Regione Marche sta affrontando la sfida dello sviluppo smart attraverso un approccio strategico che tiene conto delle sue peculiarità territoriali e strutturali.


 


3.1 La "Strategia di Specializzazione Intelligente S3 2021-2027" della Regione Marche


La Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) 2021-2027 della Regione Marche è un pilastro fondamentale per il suo sviluppo futuro. Questa strategia mira a rafforzare i sistemi regionali di ricerca e innovazione, a sostenere la transizione industriale e a promuovere la cooperazione con partner esterni in aree prioritarie. Il documento definisce ambiti produttivi e traiettorie di innovazione specifiche per la regione. L'adozione della S3 2021-2027 avviene in un contesto di incertezza economica globale e profonde trasformazioni sociali, accentuate dalla pandemia di Covid-19, che rendono l'uso massiccio delle tecnologie digitali e l'attenzione alle problematiche ambientali e sociali sempre più pressanti. La strategia rappresenta un'opportunità straordinaria per delineare un nuovo quadro strategico per lo sviluppo innovativo della regione, rafforzando gli strumenti di intervento attraverso azioni integrate e coordinate.


La S3 per le Marche è consultabile sul portale regionale dedicato all'innovazione, dove sono dettagliati gli ambiti tematici, i tavoli di lavoro e i risultati del monitoraggio. Inoltre, essa è strettamente collegata ai bandi del Programma Regionale FESR 2021-2027, fornendo una cornice per l'accesso ai finanziamenti europei. La descrizione della S3 come strategia per la "ricerca e innovazione" e la "transizione industriale" si espande per includere il concetto di Smart Cities e Communities (SCC). La definizione di SCC come "un complesso di azioni coordinate per il rafforzamento e il collegamento di capitale umano, sociale, ambientale e ICT, volto a generare uno sviluppo economico più sostenibile e una migliore qualità della vita, facendo leva sulla conoscenza e sull'innovazione" incorpora il modello della "quintupla elica" (università-ricerca, industria, istituzioni pubbliche, società/democrazia della conoscenza, ecologia sociale/ambiente). Questo indica che la S3 non è solo un piano di sviluppo economico, ma un quadro olistico che guida implicitamente lo sviluppo delle smart city nelle Marche, enfatizzando la sostenibilità, il coinvolgimento dei cittadini e le considerazioni ambientali, oltre all'innovazione tecnologica ed economica. Di conseguenza, i finanziamenti regionali e le priorità strategiche saranno probabilmente allineati con questi principi più ampi delle smart city.


 


3.2 Caratteristiche Regionali e la Loro Influenza sullo Sviluppo Smart


Le Marche sono caratterizzate come una "regione di piccole dimensioni, policentrica e orientata alla manifattura". Un'indagine del 2015 sulle Smart Cities e Communities nella regione ha rivelato che alcuni problemi strutturali che affliggono le Marche sono stati solo parzialmente affrontati dalle politiche pubbliche. La regione mostra ritardi nello sviluppo smart, in particolare a causa della significativa presenza di piccoli comuni e della mancanza di grandi centri urbani. I capoluoghi di provincia delle Marche si sono classificati a livelli bassi a livello nazionale nell'Indice Smart Cities (Ernst and Young, 2016).


L'indagine ha identificato diverse criticità:




  • Ambiente: Bassa percentuale della popolazione servita da servizi di trattamento delle acque reflue.




  • Governance: Bassa quota di corsi di formazione ICT per dipendenti pubblici e ritardi nel completamento delle opere pubbliche.




  • Energia: Necessità di maggiori investimenti nel risparmio energetico per l'illuminazione pubblica e nella produzione di elettricità da cogenerazione e bioenergie.




  • Sviluppo Tecnologico: Infrastruttura internet debole (copertura e velocità) e un crescente divario digitale dalla costa alle aree montane. La copertura in banda ultra-larga era molto limitata nel 2015.




  • Economia: Bassa spesa pubblica e privata in R&S, scarso numero di imprese innovative e ricercatori nel sistema produttivo regionale, indicando una sotto-dotazione nell'economia della conoscenza.




  • Mobilità: Utilizzo troppo basso del trasporto pubblico e dipendenza eccessiva dal trasporto su strada per le merci.




Un dato significativo è che l'82% dei comuni rispondenti all'indagine del 2015 aveva meno di 10.000 abitanti. La descrizione delle Marche come "piccola, policentrica" e con una "significativa presenza di piccoli comuni" si collega direttamente alle sfide identificate: posizioni basse nelle classifiche, mancanza di pianificazione strategica, personale insufficiente per l'acquisizione di fondi e il divario digitale. Ciò suggerisce un problema sistemico in cui le entità più piccole faticano a iniziare e sostenere autonomamente progetti complessi di città intelligente a causa di vincoli di risorse e lacune di competenze. Superare questi ostacoli richiede un coordinamento regionale, programmi di rafforzamento delle capacità per i comuni più piccoli e, potenzialmente, la promozione di consorzi inter-comunali per mettere in comune risorse e competenze, anziché aspettarsi che ogni piccola città sviluppi la propria strategia.


 


4. Progetti e Iniziative Flagship di Smart City nelle Marche


La Regione Marche, nonostante le sue peculiarità e sfide, è attiva nello sviluppo di progetti di smart city, con iniziative significative in diverse città.


 


Tabella 1: Progetti Chiave di Smart City nella Regione Marche (per Città)


 




































































































Città



Progetto/Iniziativa



Obiettivi Chiave



Tecnologie/Aree Focus



Partner/Finanziamenti Specifici



Stato/Timeline



Ancona



"Progetto Ancona Smart City" (2014)



Sviluppo sistemi informativi, efficienza, trasparenza, partecipazione.



Miglioramento infrastruttura CED, rete Wi-Fi pubblica ("AnkoNetFree"), nuovo sito istituzionale, servizi online (e-URP).



Comune di Ancona



Avviato 2014, Sala Server a regime gen. 2015, nuovi servizi online lug. 2015.


 

"Ancona 2025: Piano Strategico della Città" (2018)



Rigenerazione urbana, mobilità sostenibile, qualità spazi pubblici, valorizzazione del mare.



Mobilità sostenibile, rigenerazione urbana, qualità degli spazi pubblici.



Comune di Ancona



Documento consegnato 2017, progetti avviati.


 

Nuovo anello filoviario



Ridurre accesso auto private al centro, transizione a TPL elettrico.



Tecnologia bimodale (batteria per autonomia).



Ministero dei Trasporti (€6.5M), Comune di Ancona (€700k).



Piano decennale 2024-2034.


 

Riattivazione Stazione Marittima



Collegamento stazione-porto-centro storico, modalità di trasporto alternative.



Tram-treno, filobus, bus elettrico.



Comune di Ancona, Regione, RFI, Autorità portuale (da valutare).



Piano decennale 2024-2034.


 

Progetto "BOOST-MED"



Mobilità e turismo sostenibili nelle città mediterranee.



Cooperazione transnazionale.



Comune di Ancona (Capofila), MEDCities (Spagna), LAMORO (Italia), DURA (Croazia), Comune di Scutari (Albania), Università di Aveiro (Portogallo), LAS NAVES (Spagna).



Proposta per bando Interreg Euro-MED 2021-2027 (scadenza 12 giugno).



Pesaro



"Pesaro Hub: nuovi luoghi per un nuovo welfare"



Migliorare qualità di vita e benessere, servizi welfare, sociali, culturali, educativi, abitativi.



Piattaforme "Phygital" (Pesaro Hub, Pesaro Housing, People) per accessibilità, partecipazione, gestione patrimonio abitativo.



Comune di Pesaro, PINQuA, Ministero Infrastrutture e Trasporti, Labirinto cooperativa sociale, CoossMarche, Csv Marche, Marche Servizi. Fondi PNRR (€800k).



Presentato in Sala Rossa, parte di rigenerazione urbana "Decumano Carbon Free".



Macerata



Progetto "TRUST"



Comprendere influenze tra fiducia e tecnologie digitali, applicazioni blockchain in AI, modelli di amministrazione collaborativa, quadro normativo.



Blockchain, Intelligenza Artificiale.



UniMc (coordinatore), Univpm, Grottini Lab Srl (Italia), partner internazionali (Belgio, Spagna, Francia, Israele, Cina).



Progetto Horizon 2020, costo totale €1,025,800.


 

Hackathon "ENPOWER THE FUTURE" (2025)



Idee per città e università più sostenibili, innovazione, transizione energetica, povertà energetica.



Mobilità sostenibile ("Smart Mobility City").



UniMc, progetto europeo ENPOWER.



Maggio 2025.



Recanati



"Recanati Smart Land" (dal 2022)



Affrontare sfide transizione energetica, promuovere best practice replicabili.



Efficienza Energetica, Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), Mobilità Elettrica, Industria 5.0.



Energia Media, MAC, Arera, Enea, Gse, Mase, Mimit, Rse, enti regionali, PA locali, Confservizi Centro Italia.



Evento annuale (4° edizione nel 2025).


 

"E-mobility Lab Recanati"



Laboratorio per mobilità urbana a zero emissioni, turismo sostenibile e inclusivo.



14 colonnine di ricarica veicoli elettrici (anche "Juiceability" per disabili), smartphone/RFID.



Comune di Recanati, MAC, Enel X Way.



Primo laboratorio nelle Marche.








4.1 Ancona: Servizi Digitali, Mobilità Sostenibile e Rigenerazione Urbana


Ancona, il capoluogo delle Marche, ha intrapreso un percorso di sviluppo smart attraverso diverse iniziative strategiche. Il "Progetto Ancona Smart City", approvato nel 2014, ha avuto come obiettivo primario lo sviluppo e il perfezionamento dei sistemi informativi dell'ente per migliorare efficienza, efficacia, trasparenza e partecipazione dei cittadini. Le azioni concrete hanno incluso il miglioramento dell'infrastruttura CED (Centro Elaborazione Dati) con il rinnovamento hardware e la virtualizzazione dei server, l'implementazione della rete Wi-Fi pubblica "AnkoNetFree" che offre quattro ore giornaliere di navigazione gratuita, e lo sviluppo di un nuovo sito istituzionale con maggiore accessibilità, integrazione con i social media e una piattaforma e-URP per servizi online. Questo focus iniziale sull'infrastruttura digitale di base suggerisce che per Ancona, la fase iniziale di "smartness" ha riguardato la costruzione di capacità digitali fondamentali. Ciò è in linea con le più ampie sfide identificate per le Marche in termini di "Sviluppo Tecnologico". Per le città in fasi simili, investire in solide e accessibili fondamenta digitali è un prerequisito per applicazioni più avanzate di smart city. Senza connettività affidabile e processi amministrativi digitalizzati, l'implementazione di soluzioni complesse basate su IoT o AI sarebbe gravemente ostacolata.


Il "Piano Strategico della Città Ancona 2025", presentato nel 2018, pone il mare al centro della visione futura, articolandola in tre macro-strategie: Ancona Città Porto, Ancona Città Capitale e Ancona Città della Mole. Questo piano include cinque grandi progetti di rigenerazione urbana che si sviluppano lungo la "cerniera" tra terra e mare, dalla darsena vecchia alla passeggiata nord. Le decisioni di progettazione per queste aree sono guidate da tre temi principali: mobilità sostenibile, rigenerazione urbana e qualità dei nuovi spazi pubblici.


Sul fronte della mobilità sostenibile, Ancona ha previsto un nuovo anello filoviario, finanziato con 6,5 milioni di euro dal Ministero dei Trasporti e 700 mila euro di cofinanziamento comunale. Questo progetto introduce la tecnologia bimodale, con mezzi dotati di batterie per una marcia autonoma, riducendo l'accesso delle auto private al centro città. È prevista anche la riattivazione della Stazione Marittima, con l'obiettivo di collegare la stazione centrale al porto e a Fincantieri, esplorando opzioni come tram-treno, filobus o bus elettrici. Ulteriori modifiche alla viabilità riguardano via Bocconi e la galleria del Risorgimento, per fluidificare il traffico. Ancona è anche capofila del progetto "BOOST-MED", una proposta per un programma di cooperazione transnazionale Interreg Euro-MED 2021-2027, incentrato sulla mobilità e il turismo sostenibili nelle città del Mediterraneo.


Per quanto riguarda la rigenerazione urbana, Ancona ha ospitato nel luglio 2024 la presentazione di 19 progetti per le Marche e l'Abruzzo, evidenziando l'impegno della città in questo ambito. L'area del "Fronte-Mare delle Eccellenze" è stata identificata come un'area chiave per la riqualificazione. Ancona si posiziona nella top 20 dei capoluoghi di provincia nel City Vision Score 2024, un indicatore del suo impatto nello sviluppo smart a livello nazionale.


Ancona adotta un approccio strategico che combina una visione a lungo termine ("Ancona 2025") con l'implementazione di progetti specifici e tangibili. Questo indica una strategia a due livelli: una visione ampia che guida un'implementazione incrementale basata su progetti. Questo approccio a strati suggerisce una metodologia matura per lo sviluppo delle smart city, dove i singoli progetti contribuiscono a una visione urbana più ampia e coerente. Ciò può garantire coerenza e massimizzare l'impatto cumulativo di diverse iniziative.


4.2 Pesaro: Migliorare il Benessere dei Cittadini Attraverso Hub "Phygital"


Pesaro ha lanciato il progetto "Pesaro Hub: nuovi luoghi per un nuovo welfare", un'iniziativa che mira a migliorare la qualità dell'abitare e del benessere dei cittadini, partendo dal centro storico. Il progetto è finanziato dal Comune di Pesaro attraverso il "Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell'Abitare" (PINQuA) e promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con un contributo di 800.000 euro da fondi PNRR.


Il cuore dell'iniziativa risiede in tre piattaforme, sia fisiche che digitali, progettate per il benessere dei cittadini:




  • "Pesaro Hub": Introduce una dimensione "Phygital", integrando esperienze fisiche e digitali per aumentare l'accessibilità e la partecipazione. Questo hub comunitario funge da centro dinamico e polifunzionale, con spazi fisici e virtuali per l'incontro, la collaborazione e la co-progettazione di servizi sociali, culturali ed educativi.




  • "Pesaro Housing": Semplifica le procedure per la gestione del patrimonio abitativo pubblico, promuovendo iniziative di comunità e l'accesso ad ambienti abitativi inclusivi.




  • "People": Promuove la partecipazione, il coinvolgimento, il dialogo e l'interazione tra cittadini e amministratori, elementi essenziali per una smart city.




Il benessere "smart" a Pesaro si concentra sulla qualità dei servizi sociali, culturali, educativi, sanitari e abitativi. Il progetto si inserisce nel più ampio contesto della rigenerazione urbana dell'area nord del centro, denominata "Decumano Carbon Free". I benefici generali delle smart city, rilevanti per gli obiettivi di Pesaro, includono l'ottimizzazione del flusso del traffico tramite Geo Digital Twin (riducendo le emissioni di CO2), l'elaborazione di dati in tempo reale tramite AI/ML per modelli predittivi, e l'uso dell'IoT per la smart mobility, la gestione dei rifiuti e l'efficienza energetica, contribuendo a ridurre l'impatto ambientale.


Mentre molte iniziative di smart city si concentrano sull'infrastruttura o sulla tecnologia, il "Pesaro Hub" si concentra esplicitamente sui "servizi di welfare" e sulla "qualità della vita". Questo evidenzia un approccio incentrato sul sociale, che sottolinea come la tecnologia e la pianificazione urbana possano migliorare direttamente il benessere dei cittadini, anziché limitarsi alla sola efficienza. L'uso del termine "Phygital" dimostra ulteriormente la comprensione che gli strumenti digitali devono integrarsi perfettamente con gli spazi fisici per essere veramente efficaci per i cittadini. Questo posiziona Pesaro come un modello di come lo sviluppo delle smart city possa affrontare direttamente i bisogni sociali e migliorare la qualità della vita dei cittadini, andando oltre le definizioni puramente tecniche. Ciò potrebbe essere un'area chiave da emulare per altri comuni delle Marche, specialmente quelli più piccoli, poiché ha un impatto diretto sulla vita quotidiana dei residenti.


4.3 Macerata: Innovazione in Blockchain, AI e Mobilità Sostenibile


Macerata si distingue per il suo impegno nell'innovazione tecnologica e nella ricerca, con un ruolo centrale dell'Università di Macerata (UniMc). Il progetto "TRUST", coordinato da UniMc, è un'iniziativa di ricerca interdisciplinare finanziata dal programma Horizon 2020. I suoi obiettivi includono l'indagine delle influenze reciproche tra fiducia e tecnologie digitali, in particolare la blockchain; l'esplorazione delle applicazioni della blockchain nell'Intelligenza Artificiale; la creazione di modelli di amministrazione collaborativa per le smart city; e lo sviluppo di un quadro normativo adeguato per l'integrazione tecnologica. Il progetto si concentra sulla tecnologia blockchain come "Distributed Ledger Technology" per la creazione di un'economia peer-to-peer decentralizzata, e sulle sue applicazioni nell'AI. I partner includono UniMc (capofila), l'Università Politecnica delle Marche di Ancona, Grottini Lab Srl e partner internazionali provenienti da Belgio, Spagna, Francia, Israele e Cina. Il costo totale del progetto è di 1.025.800 euro, con un contributo dell'UE di 998.200 euro. I risultati hanno dimostrato il valore della collaborazione tra università, istituzioni e imprese a livello europeo ed extra-europeo, evidenziando come l'innovazione tecnologica possa prosperare attraverso reti interdisciplinari, intersettoriali e internazionali.


Un altro evento significativo è stato l'hackathon "ENPOWER THE FUTURE: Hackathon di idee per la città e l'Università più sostenibili", organizzato da UniMc nel maggio 2025 nell'ambito del progetto europeo ENPOWER. L'evento si è concentrato su innovazione, transizione energetica, povertà energetica e il ruolo attivo delle università nelle sfide ambientali. L'idea vincitrice, "Smart Mobility City" per la mobilità sostenibile di Macerata, ha permesso al team vincitore di partecipare a una Summer School internazionale. Inoltre, concetti di Digital Twin, probabilmente legati a iniziative di Macerata, sono stati discussi in blog che ne evidenziano il ruolo nell'ottimizzazione del traffico e del trasporto pubblico, nella gestione dei rifiuti e nella conservazione del patrimonio storico-culturale.


La centralità di UniMc nel coordinare il progetto internazionale "TRUST" e nell'organizzare l'hackathon "ENPOWER" indica un forte ruolo delle istituzioni accademiche nel guidare l'innovazione delle smart city a Macerata. Questo va oltre la semplice ricerca, coinvolgendo il coordinamento attivo di progetti, la collaborazione internazionale e il coinvolgimento diretto di studenti e attori locali. Le università possono fungere da hub cruciali per l'innovazione delle smart city, soprattutto in regioni con centri urbani più piccoli come le Marche. Possono apportare ricerca all'avanguardia (blockchain, AI), attrarre finanziamenti, promuovere la collaborazione interdisciplinare e formare futuri talenti, affrontando direttamente alcune delle sfide legate all'"economia della conoscenza" e al "personale" identificate nell'indagine del 2015 sulle Marche.


4.4 Recanati: Pioniere delle Comunità Energetiche e dell'E-Mobility


Recanati si è affermata come un laboratorio di sviluppo smart, in particolare nei settori dell'energia e della mobilità. L'evento annuale "Recanati Smart Land", avviato nel 2022, riunisce stakeholder del settore energetico – fornitori, aziende, istituzioni, università e cittadini – per affrontare le sfide della transizione energetica e promuovere pratiche replicabili a livello nazionale e internazionale. Le aree di interesse principali includono l'efficienza energetica, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), la mobilità elettrica e l'Industria 5.0. La collaborazione tra attori privati come Energia Media e MAC, e istituzioni pubbliche come Arera, Enea, Gse, Mase, Mimit, Rse, enti regionali e locali, e associazioni come Confservizi Centro Italia, è fondamentale per il successo di questa iniziativa.


Il ruolo di Recanati come "cuore pensante e operativo" per la Smart Land in Italia è in gran parte attribuibile agli sforzi di due aziende private, Energia Media e MAC. L'evento "Recanati Smart Land" funge da piattaforma ricorrente per la creazione di reti e lo sviluppo di progetti. Questo evidenzia un approccio dal basso verso l'alto, guidato dal settore privato, in contrasto con le iniziative più orientate al settore pubblico osservate altrove. Questo modello suggerisce che le aziende private, agendo come catalizzatori e organizzatori, possono svolgere un ruolo significativo nel guidare lo sviluppo intelligente, in particolare in aree tematiche specifiche come l'energia e la mobilità. Eventi come "Recanati Smart Land" possono essere meccanismi efficaci per promuovere la collaborazione e tradurre le idee in progetti concreti.


Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono un pilastro centrale di Recanati Smart Land, con discussioni sullo stato tecnico-normativo e casi concreti. I progetti pilota in questo ambito si stanno moltiplicando a livello nazionale, spinti da incentivi.


Un'iniziativa concreta è l'"E-mobility Lab Recanati", un progetto pilota che ha reso Recanati il primo laboratorio nelle Marche per lo sviluppo della mobilità urbana a zero emissioni e per un turismo sostenibile. Il progetto prevede l'installazione di quattordici colonnine di ricarica per veicoli elettrici, inclusa la soluzione "Juiceability" di Enel X Way, progettata per utenti con disabilità motorie. La ricarica è facilitata tramite smartphone o card RFID. I partner di questo progetto includono il Comune di Recanati, MAC ed Enel X Way. Gli obiettivi sono raccogliere dati per lo sviluppo della mobilità elettrica urbana, incentivare il turismo sostenibile e migliorare la qualità dell'aria.


L'attenzione di Recanati sulle "Comunità Energetiche" e sull'"E-mobility Lab" indica una specializzazione strategica all'interno del più ampio dominio delle smart city. La menzione specifica di "Juiceability" per gli utenti con disabilità motorie affina ulteriormente questa specializzazione, mostrando un'enfasi sul design inclusivo all'interno delle sue iniziative di e-mobility. Per le città o regioni più piccole, concentrarsi su nicchie "smart" specifiche (ad esempio, energia, mobilità, turismo) dove possono sviluppare competenze e attrarre partner specializzati potrebbe essere più efficace che tentare di essere "smart" in tutte le dimensioni contemporaneamente. L'aspetto inclusivo del progetto di e-mobility stabilisce un precedente per la progettazione incentrata sull'uomo nelle soluzioni urbane intelligenti.


 


5. Sfide e Opportunità per la Crescita Smart nelle Marche


Il percorso delle Marche verso lo sviluppo smart è caratterizzato da un mix di sfide strutturali e promettenti opportunità.


 


Tabella 2: Performance dello Sviluppo Smart nella Regione Marche per Asse (2011-2015)

























































Asse Smart City



Performance (rispetto alla distanza dal PIL pro capite delle regioni più sviluppate)



Criticità/Sfide Chiave



Persone



Migliore (-0.06)



Rischio di povertà ed esclusione per una parte significativa della popolazione, problema di coesione sociale.



Qualità della Vita



Migliore (0.14)



Nessun problema particolare evidenziato.



Ambiente



Migliore (0.24)



Bassa percentuale della popolazione servita da servizi di trattamento delle acque reflue.



Governance



Lievemente Inferiore (-0.18)



Bassa quota di corsi di formazione ICT per dipendenti pubblici, ritardi nel completamento delle opere pubbliche.



Energia



Lievemente Inferiore (-0.22)



Necessità di maggiori investimenti nel risparmio energetico (illuminazione pubblica) e nella produzione di elettricità da cogenerazione e bioenergie.



Sviluppo Tecnologico



Peggiore (-0.38)



Infrastruttura internet debole (copertura e velocità), divario digitale.



Economia



Peggiore (-0.26)



Bassa spesa pubblica e privata in R&S, scarso numero di imprese innovative e ricercatori, sotto-dotazione nell'economia della conoscenza.



Mobilità



Peggiore (-0.51)



Utilizzo troppo basso del trasporto pubblico, eccessiva dipendenza dal trasporto su strada per le merci.








 


5.1 Questioni Strutturali e Ostacoli all'Implementazione


Le Marche mostrano ritardi nello sviluppo smart, in particolare a causa della sua natura policentrica e della prevalenza di piccoli comuni. I capoluoghi di provincia si sono classificati a livelli bassi a livello nazionale nel 2016. Questa situazione è spesso definita come la "trappola del piccolo comune". La presenza di un elevato numero di piccoli comuni nelle Marche è direttamente collegata a diverse sfide: posizioni basse nelle classifiche, mancanza di pianificazione strategica, personale insufficiente per l'acquisizione di fondi e il divario digitale. Ciò suggerisce un problema sistemico in cui le entità più piccole faticano a iniziare e sostenere autonomamente progetti complessi di smart city a causa di vincoli di risorse e lacune di competenze.


Le principali debolezze includono:




  • Debolezze nella Governance: Una bassa percentuale di corsi di formazione ICT per i dipendenti pubblici e ritardi nel completamento delle opere pubbliche sono stati riscontrati. Nonostante la sua centralità per le politiche smart, la governance si è classificata al terzultimo posto per l'impegno comunale.




  • Divario Tecnologico: L'infrastruttura internet è debole in termini di copertura e velocità, con un crescente divario digitale tra le aree costiere e quelle montane. La copertura in banda ultra-larga era molto limitata nel 2015.




  • Sotto-dotazione Economica: La spesa pubblica e privata in Ricerca e Sviluppo (R&S) è bassa, così come il numero di imprese innovative e ricercatori, indicando una carenza nell'economia della conoscenza.




  • Sfide della Mobilità: L'utilizzo del trasporto pubblico è troppo basso e il trasporto merci dipende eccessivamente dalla strada. La mobilità è rimasta marginale in termini di numero di progetti e diffusione territoriale.




  • Mancanza di Pianificazione Strategica: Solo il 38,4% dei comuni aveva un piano strategico generale o settoriale, una percentuale ancora più bassa nei comuni più piccoli.




  • Capacità del Personale: Solo un quarto dei comuni aveva personale dedicato all'acquisizione di fondi nazionali ed europei, e spesso questo servizio non era continuativo, limitando l'accesso a finanziamenti esterni.




Superare questi ostacoli richiede un coordinamento regionale, programmi di rafforzamento delle capacità per i comuni più piccoli e, potenzialmente, la promozione di consorzi inter-comunali per mettere in comune risorse e competenze per le iniziative di città intelligente, anziché aspettarsi che ogni piccola città sviluppi la propria strategia completa.


 


5.2 Sfruttare i Punti di Forza per lo Sviluppo Futuro


Nonostante le sfide, le Marche presentano diversi punti di forza su cui costruire il proprio sviluppo smart:




  • Aree di Migliore Performance (2011-2015): La regione ha mostrato buone performance nelle dimensioni "Persone" (sebbene con rischi di coesione sociale), "Qualità della Vita" e "Ambiente" (nonostante i problemi di depurazione delle acque reflue).




  • Forte Impegno Progettuale: Un elevato numero di progetti e una buona copertura territoriale sono stati riscontrati negli ambiti Ambiente, Energia e Sviluppo Tecnologico. L'energia ha assorbito la quota maggiore di fondi.




  • Coinvolgimento Universitario: Il ruolo dell'UniMc nei progetti "TRUST" e "ENPOWER" dimostra una solida capacità accademica in ricerca, innovazione e collaborazione internazionale.




  • Catalizzatori del Settore Privato: Aziende come Energia Media e MAC sono attori chiave, guidando iniziative come Recanati Smart Land.




  • Specializzazione di Nicchia: Recanati, ad esempio, si è specializzata con successo nelle comunità energetiche e nell'e-mobility.




  • Partecipazione dei Cittadini: La partecipazione attiva dei cittadini è stata riscontrata nel 36,4% degli interventi, con tassi più elevati nei comuni più grandi.




Sebbene le Marche affrontino significative sfide strutturali, i dati rivelano anche aree di forza e un coinvolgimento attivo, in particolare nei settori dell'energia e dell'ambiente, e nei progetti universitari. Il fatto che i comuni più piccoli stiano facendo un uso maggiore delle tecnologie nei loro progetti (65-76% rispetto al 44% dei comuni più grandi) è un aspetto positivo sorprendente. Ciò implica che, anziché adottare un approccio uniforme, le Marche dovrebbero sfruttare i propri punti di forza e l'impegno esistente in settori come l'energia e l'ambiente. Investimenti mirati in questi ambiti di successo, combinati con solide partnership pubblico-privato-accademia (come osservato a Recanati e Macerata), possono creare "sacche di intelligenza" che possono poi servire da modelli o incubatori per uno sviluppo regionale più ampio, contribuendo a colmare le lacune nell'"economia della conoscenza" e nel "personale".


 


6. Valutazione d'Impatto: Qualità della Vita, Economia e Ambiente


L'implementazione delle smart city nelle Marche, come in altre regioni, mira a generare impatti positivi su diversi fronti, sebbene con sfide specifiche da affrontare.


 


6.1 Benefici e Sfide Socio-Economiche


Le smart city sono intrinsecamente orientate al miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Questo si traduce in una maggiore sicurezza, un traffico più scorrevole, una maggiore efficienza nelle attività quotidiane e una migliore risposta alle emergenze. Dal punto di vista economico, le città intelligenti sono concepite per attrarre nuove imprese, aumentando la prosperità locale e la competitività. Possono ridurre la necessità di lavoro manuale, aprendo al contempo le porte a nuove occupazioni e favorendo lo sviluppo di settori innovativi.


Un aspetto fondamentale è la promozione dell'inclusione sociale e della partecipazione. Le smart city incoraggiano l'interazione tra cittadini, amministrazione e imprese, stimolando la partecipazione attiva. Sistemi di identità digitale come SPID e piattaforme di pagamento come PagoPA facilitano le interazioni dei cittadini con la Pubblica Amministrazione. Tuttavia, l'indagine del 2015 ha evidenziato un rischio di povertà ed esclusione per una parte significativa della popolazione marchigiana, indicando una persistente questione di coesione sociale. La mancanza di una massa critica di interventi per stimolare le attività basate sulla conoscenza (R&S, collaborazione università-privato) nell'asse economico suggerisce che i benefici economici potrebbero essere localizzati piuttosto che generare una trasformazione economica diffusa.


Mentre le definizioni di smart city enfatizzano l'"inclusione sociale" e la "partecipazione dei cittadini", i risultati dell'indagine del 2015 nelle Marche mostrano un "rischio di povertà ed esclusione" e una minore partecipazione dei cittadini in alcune tipologie di progetti. Questo crea un paradosso in cui l'intento è l'inclusione, ma la realtà mostra persistenti sfide nel raggiungerla. Le iniziative di smart city nelle Marche devono quindi essere progettate attivamente per l'inclusività, andando oltre la semplice fornitura di strumenti digitali. Ciò significa affrontare il divario di alfabetizzazione digitale, garantire un accesso equo ai servizi e promuovere processi partecipativi autentici che raggiungano tutti i segmenti della popolazione, in particolare nelle comunità più piccole e isolate.


 


6.2 Sostenibilità Ambientale e Gestione delle Risorse


La dimensione ambientale è un pilastro centrale delle smart city, che mirano a promuovere la sostenibilità e la resilienza, garantendo un uso sicuro e rinnovabile del patrimonio naturale e riducendo le emissioni. I benefici specifici includono la riduzione dell'inquinamento e delle emissioni di gas serra attraverso l'efficienza energetica e la gestione delle risorse. Esempi di applicazioni includono la misurazione intelligente (smart metering), la raccolta intelligente dei rifiuti e la smart mobility.


Nelle Marche, si osserva un forte impegno nell'efficienza dell'illuminazione pubblica e nei progetti di energia rinnovabile. L'attenzione di Recanati sulle Comunità Energetiche e sull'E-Mobility contribuisce direttamente a questa transizione energetica. Tuttavia, l'indagine del 2015 ha rilevato che una bassa percentuale della popolazione è servita da servizi di trattamento delle acque reflue, identificandola come una criticità ambientale principale per la regione.


La dimensione ambientale è costantemente evidenziata come una componente fondamentale delle smart city. I comuni delle Marche mostrano anche un elevato impegno progettuale negli ambiti "Ambiente" ed "Energia". Tuttavia, l'indagine del 2015 sottolinea specificamente la "bassa percentuale della popolazione servita da servizi di trattamento delle acque reflue" come una "criticità principale". Ciò suggerisce che, sebbene vi sia un ampio impegno e attività nei progetti di smart city ambientali, questioni ambientali fondamentali e critiche (come il trattamento delle acque reflue) potrebbero essere ancora in ritardo. Gli sforzi futuri devono garantire che l'attenzione non sia solo sulle nuove soluzioni ad alta tecnologia, ma anche sulla risoluzione delle lacune infrastrutturali ambientali di base, ma cruciali.


 


7. Finanziamenti e Supporto Politico per le Iniziative di Smart City


Il finanziamento e il supporto politico sono essenziali per la realizzazione e la sostenibilità dei progetti di smart city. Nelle Marche, le fonti di finanziamento sono diverse, con un mix di risorse interne ed esterne.


 


Tabella 3: Fonti di Finanziamento per i Progetti Smart City nelle Marche (Panoramica)


 










































Categoria Fonte di Finanziamento



Quota dell'Impegno Finanziario Totale (2012-onwards)



Programmi/Esempi Chiave



Fondi Interni (Comunali)



42%



Bilanci comunali, co-finanziamenti (es. Ancona filovia).



Fondi Europei



40%



Horizon Europe, Interreg Central Europe, Interreg Spazio Alpino, Horizon 2020 (Progetto TRUST).



Fondi Nazionali



Simile ai contributi privati (8-9%)



PNRR (Pesaro Hub €800k, maturità digitale comuni), Ministero dei Trasporti (Ancona filovia €6.5M).



Contributi Privati



8-9%



Collaborazioni con aziende private (es. Energia Media, MAC a Recanati, Enel X Way a Recanati).



Crowdfunding



Bassa consapevolezza (36% comuni, 29.8% piccoli comuni)



Potenziale fonte non sfruttata.








 


7.1 Panoramica delle Fonti di Finanziamento (Europee, Nazionali, Regionali, Private)


Le fonti di finanziamento per i progetti di smart city nelle Marche (dal 2012 in poi) sono state prevalentemente interne (comunali) ed europee, coprendo oltre l'80% dell'impegno finanziario totale (42% interni, 40% europei).


I fondi europei provengono da programmi come Horizon Europe, che supporta l'attuazione della Missione per le Città climaticamente neutre e intelligenti. Altri programmi includono Interreg Central Europe e Interreg Spazio Alpino, che promuovono la cooperazione internazionale su temi come l'ambiente, lo sviluppo sostenibile, l'economia circolare e l'innovazione tecnologica. Il progetto "TRUST" di Macerata, ad esempio, è stato finanziato da Horizon 2020.


I fondi nazionali, sebbene con una quota inferiore (simile ai contributi privati, 8-9%), sono comunque significativi. I fondi del PNRR sono stati utilizzati per progetti come "Pesaro Hub" (800.000 euro) e stanno accelerando il percorso di maturità digitale di molti comuni. Il Ministero dei Trasporti ha contribuito al finanziamento del nuovo anello filoviario di Ancona (6,